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Il lusso della Puglia più vera…

E’ stato un vero onore per me poter raccontare la mia Puglia e i suoi territori esclusivi utilizzando l’olio come guida e rappresentate di eccellenza di un territorio unico.

Percorsi ciclabili, cultivar di olivo e forme che cambiano con le storie degli olivicoltori e delle loro tecniche di potatura, colline e mare che si abbracciano, piatti tipici e storie dell’antica tradizione.

Un piacere immenso condividere tutto questo con la prestigiosa rivista VIA Magazine, che racconta la Puglia esclusiva in giro per il mondo tra Londra e Tel Aviv.

Un viaggio unico, come la Puglia…

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Analisi sensoriale: ampliamo gli orizzonti

Conosciamo tutti l’analisi sensoriale che riguarda olio, vino, miele, formaggi, salumi…

E se ci spingessimo un pò oltre?
Questo è il lavoro attualmente in cantiere grazie alla preziosa fiducia e collaborazione della Fondazione ITS Agroalimentare Puglia.

Ne abbiamo discusso illustrando alcune idee  progettuali in campo durante l’evento “Una cipolla Biodiversa”, tenutosi presso il Grand Hotel Terme di Margherita di Savoia, per una due giorni dedicata alla Cipolla di Margherita IGP e che ha visto il grande impegno del Consorzio di Tutela e la prestigiosa presenza di numerosi consorzi giunti da ogni parte d’Italia.

Avanti con una nuova sfida…

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Formazione con l’Ordine degli Agronomi sul Reg. 1169/2011

Il 31 maggio presso la sede della Fondazione ITS Agroalimentare Puglia di Locorotondo (Ba), l’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Brindisi nell’ottica di una formazione continua ha previsto una giornata dedicata all’etichettatura degli alimenti e, in particolare, allo studio del Reg. 1169/2011, che reca disposizioni in merito “fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori“.

E’ stato un vero piacere essere relatore dell’evento formativo e affiancare il dott. Mario Monopoli dell’ICQRF (Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari) del Ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.

Ringrazio per la fiducia il dott. Alessandro Colucci, presidente dell’Ordine degli Agronomi della provincia di Brindisi e sono certo che momenti di condivisione e confronto come questi sono utili a lanciare delle sfide per il futuro.

La comunicazione delle aziende agroalimentari verso i consumatori è oggi di fondamentale importanza e il ruolo dell’agronomo risulta centrale nel far comprendere la qualità dei prodotti, la loro origine e gli aspetti più profondi del mondo agroalimentare.

 

 

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Piccoli “investigatori dell’olio” crescono…

Una bella esperienza quella vissuta il 16 maggio 2019 nella scuola primaria del quartiere S. Paolo di Bari.

Grazie alla preziosa collaborazione della dott.ssa Valentina Andrulli Buccheri, biologa nutrizionista, a margine di una serie di giornate dedicate alla sana alimentazione, scoperta del corpo umano e qualità degli alimenti, ecco che arriva l’olio extra vergine di oliva.

I piccoli “esperti” dopo la scoperta del “Vocaboleario” e un’attentissima prova di assaggio, hanno scritto un testo (ai miei tempi si chiamava tema) sull’ulivo e l’olio, dal campo alla tavola.

Risultato: promossi a pieni voti e nominati ufficialmente “Investigatori dell’olio”.

Complimenti a tutti i piccoli investigatori e al prezioso lavoro delle insegnanti.

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La grande storia dell’ulivo vista con gli occhi dei bambini

 

Oggi ho ricevuto una marea di grandi e inaspettati regali.

Dopo più di 30 anni ho ritrovato la mia maestra dell’asilo, Antonietta, mentre al suo quotidiano lavoro accudiva i piccoli alunni.

L’ho incontrata in una scuola dove si fanno crescere i pensatori di domani e si crea il futuro.

E proprio lì, nella scuola dell’infanzia “I. Ciaia” di Fasano ho ricevuto l’ invito di chiudere il progetto lettura che ha permesso di dedicare ai piccoli e ai loro genitori dei momenti da condividere insieme per raccontare con i loro occhi un libro.

Sono venuti fuori dei “lavoretti” strepitosi; si chiamavano così ai miei tempi: “lavoretti”.

Ecco il frutto del loro impegno: raccontare con illustrazioni e colori il libro “La grande storia dell’ulivo” e ricevere il piccolo capolavoro direttamente dall’autore.

Un particolare grazie alle famiglie e alle meravigliose insegnanti Tiziana, Stefania e Marcella.

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Sentinelle del territorio grazie ad un’APP dell’Università di Bari

Cari agricoltori, appassionati della “vita in campagna”, professionisti del settore, operatori agroalimentari.

Un interessantissimo progetto dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, chiamato InBioAIQua (INformare per potenziare il contrasto alle invasioni BIOlogiche da organismi Alieni, Invasivi e da QUArantena) mette in campo uno strumento immediato, utile ed efficace per creare un contatto diretto tra “il campo e la scienza”.

Infatti, attraverso il blog https://www.alien-invasive-quarantine-pest.org possiamo inserire dei post corredati da video e immagini per fare delle segnalazioni e ricevere un pronto e immediato riscontro scientifico da parte del gruppo di esperti e ricercatori che supporta il progetto.

Informare, informare e informare, quindi,  per potenziare il contrasto alle Invasioni Biologiche da Organismi Alieni, Invasivi e da Quarantena, utilizzando App, landing page, social network, convegni e workshop per supportare le sentinelle del territorio che vivono ogni giorno la “terra di Puglia”.

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Ma dai… l’olio è tutto uguale

Ma dai… l’olio è tutto uguale!

Cara community di UbiObe, per me è un vero piacere essere parte del vostro gruppo e sono ben lieto di raccontarvi delle storie che riguardano un alimento fondamentale per la nostra alimentazione: l’olio extra vergine di oliva. Starete sicuramente pensando: ma dai, sappiamo tutti che l’olio fa ingrassare… Tutti ci dicono che dobbiamo dimenticare questo “unguento” per la tavola e poi, soprattutto, gli oli sono tutti uguali e non serve aggiungere altro! In realtà, non è così; e vi racconto una storia. Tanti anni fa, prima ancora della Dieta Mediterranea e della sana alimentazione, i contadini del Mediterraneo avevano la strana “abitudine” di bere al mattino e alla sera un cucchiaio di olio extra vergine di oliva. Un prodotto semplice, chiamato olio ma in realtà è un “estratto” di olive, utile come “alimento” e non da etichettare come condimento, alimento funzionale e alleato per garantirci un “buono stato di salute”. Infatti, l’OLEUROPEINA (e suoi derivati) presenti nell’olio extra vergine di oliva di qualità, contrasta lo stress ossidativo. Ma non solo, l’ESENALE, sostanza aromatica presente nell’olio extra vergine di oliva di qualità, stimola il senso di sazietà. Andando avanti, abbiamo a che fare anche con l’OLEOCANTALE, potente antinfiammatorio naturale. Qui finisce la mia prima storia e a breve vi racconterò tante curiosità dimenticate e poco conosciute su un alimento chiave per la nostra alimentazione.
 
 
 
 
articolo pubblicato sulla community UbiObe
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Fondazione Italiana Sommelier Puglia: al via i corsi in Puglia

Febbraio 2019 è il mese della cultura dell’olio in Puglia.

La Fondazione Italiana Sommelier Puglia, dove in seguitissimo EVO FORUM itinerante che ha interessato diverse zone della Puglia, da Corato a Lecce, ha inaugurato l’avvio di tre corsi per ottenere la qualifica di “Sommelier dell’olio”.

La FIS in Puglia è guidata dall’instancabile passione del Presidente regionale Giuseppe Cupertino, affiancato con professionalità dai fiduciari delle diverse Delegazioni presenti sul territorio.

Con immenso piacere sono stato il relatore che ha dato il via ai corsi FIS di Corato, Ceglie Messapica e Lecce, trattando i seguenti temi:
– L’olio nel tempo. Origini e storia. Introduzione all’analisi sensoriale.
– Olivicoltura. La pianta. Tecniche di coltivazione e raccolta.
– Tecniche di estrazioni tradizionale e metodi di conservazione.

Avanti tutta!!!

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DAL TECNICO AL DIVULGATIVO IL PASSO SEMBRA BREVE, INVECE…

Non è un caso che la parola cultura derivi dalla parola “colĕre”, ovvero, “coltivare”. Come fare però per svestire i panni del tecnico e vestire quelli di divulgatore senza per questo cadere nella banalizzazione?
L’olivo e l’olio hanno alle spalle 6000 anni di storia, ma ancora oggi il consumatore non conosce gli aspetti organolettici positivi del prodotto e, troppo spesso, si affida a luoghi comuni o falsi scoop giornalistici per la scelta del simbolo principe della dieta mediterranea.
Già 2000 anni fa i Romani avevano classificato in modo inequivocabile le differenti tipologie di olio, il loro utilizzo e le caratteristiche intrinseche del prodotto. Nei loro scritti, i vari esperti dell’epoca raccontavano in modo semplice, chiaro e comprensibile le tecniche di coltivazione, raccolta e trasformazione.

Un lavoro di studio e divulgazione che garantiva conoscenza: e oggi? Chi informa? In che modo?

Troppo spesso ci si imbatte in titoli ad effetto, scandali sventolati al vento, senza poi raccontare la “verità” degli aspetti tecnici, gettando spesso un alone di sfiducia e disaffezione verso il mondo dell’olio.
Uno spazio di comunicazione lasciato libero agli avventori dalla penna facile e che, invece, dovrebbe essere occupato dai tecnici che conoscono la materia e sono in grado di comunicare così come hanno fatto in passato i loro predecessori.
Per questo, oggi risulta estremamente importante formare gli operatori del mondo olivicolo (e non solo) verso una comunicazione più efficace, in grado di divulgare conoscenza e scienza alla portata di tutti.
In alcuni casi, però, divulgare rischia di sfociare nel banalizzare alcuni concetti e per evitare questo occorre mettere in campo lo stesso metodo scientifico di analisi e studio della materia tecnica, nello studio e scelta delle parole, dei concetti fondamentali e, soprattutto, occorre prestare attenzione alla “sete” di conoscenza che oggi il consumatore esprime e che troppo spesso resta senza risposta.

Basti pensare a quanti ancora oggi pensano al “piccante” e “amaro” dell’olio come “difetti” del prodotto, salvo poi affermare che l’olio fa bene alla salute.
Ecco, in questa mescolanza di informazioni, spetta ai tecnici diffondere la conoscenza in modo chiaro, semplice, al fine di migliorare il proprio lavoro, valorizzare il prodotto e, soprattutto, creare un consumatore consapevole.
Un vuoto di informazioni che se non occupato dal “tecnico-divulgatore”, lascia spazio ad avventurieri dell’informazione che si nutrono di tweet, commenti sul web e luoghi comuni che danno vita all’informazione del “sentito dire” e del “mi hanno detto che…”.
Immaginando così una scienza alla portata di tutti, una divulgazione semplice che parta dai tecnici e arrivi “dal campo alla tavola”, occorre creare un grande lavoro che parta dai luoghi deputati a tale formazione, penso al ruolo degli istituti tecnici agrari, dove spesso le materie umanistiche sono guardate con sufficienza e la stima di frutti pendenti è più importante della corretta scrittura di un progetto.

Un percorso arduo, questo sì, ma necessario oggi più che mai, dove il consumatore chiede un contatto diretto con il produttore, chiede di conoscere tutte le fasi di produzione, gli aspetti più profondi del prodotto, per comprenderne appieno la sua storia e il suo valore.
Una diffusione della conoscenza che si rende sempre più urgente quando poi si affronta il binomio tra “alimentazione e salute”.
In questo ambito, il ruolo centrale è occupato dal mondo medico, che ci racconta tutte le proprietà nutrizionali, nutraceutiche e salutistiche di un dato prodotto agricolo, ma subito dopo toccherebbe però all’agronomo raccontare quali sono gli aspetti agronomici che permetto al prodotto di esprimere al meglio le sue doti salutistiche.

Spazio, quindi, alla divulgazione per tutti e non alla scienza per pochi, dove il mondo dei tecnici esce dalle proprie stanze per nutrire il consumatore di conoscenza.
E ai bambini, cosa raccontiamo? Siamo in grado di mettere alla loro portata l’agri-cultura per renderli consapevoli?
Qui il problema si complica un po’ ma, allo stesso tempo, offre una grande opportunità.
Perché, se da un lato bisogna lavorare molto sulla divulgazione verso i più piccoli, scegliere le giuste parole e gli strumenti più idonei alla comunicazione, dall’altra si può portare un grande risultato di informazione che si trasmette direttamente in famiglia, fino a cambiarne le abitudini.
Ricordo con piacere quando più di quindici anni fa scelsi di frequentare l’istituto tecnico agrario (“Basile-Caramia” di Locorotondo), dove per la cultura del “sentito dire” era la classica scuola di chi era destinato alla zappa, con poca voglia di studio e conoscenza.

Ecco, oggi, a distanza di anni è pensiero comune invece che il mondo agricolo ha un valore molto più alto, con un “ritorno alla campagna”. Certo, si tratterà di una moda temporanea ma, certamente, esprime una necessità di ritorno alle origini, di ricerca dell’essenzialità.
Concetti alti, per alcuni aspetti poetici, ma è proprio questo che oggi deve fare il tecnico-divulgatore: unire la scienza alla cultura.
Non è un caso, infatti, che la parola cultura derivi dalla parola “colĕre”, ovvero, “coltivare”.